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Guida all' Estrazione e Ventilazione della Grow Room

Il trattamento dell’aria è uno dei parametri da tenere sotto controllo per una corretta gestione dei sistemi di coltivazione indoor.

Il monitoraggio dei flussi in entrata e in uscita influiscono sui valori di temperatura, umidità e bilanciamento fra ossigeno e anidride carbonica.

La temperatura non deve mai superare i 34 – 35°. Oltre questi valori le coltivazioni iniziano a soffrire. Solitamente l’accensione degli aspiratori d’aria si sincronizza con l’accensione del kit di illuminazione proprio per compensare l’inevitabile incremento della temperatura dovuto al riscaldamento del bulbo. Sarebbe bene impostare lo spegnimento dell’estrattore aria anche diversi minuti dopo lo spegnimento del kit di illuminazione.

Le lampade hps (soprattutto quelle dai 400W in su) hanno un’inerzia termica notevole e si raffreddano solo dopo molti minuti. E’ importante scegliere correttamente anche il posizionamento del condotto che aspirerà l’aria calda. Le leggi della fisica ci insegnano che il calore si propaga sempre verso l’alto quindi la tubazione andrà installata nella parte più alta possibile della vostra grow room. Anche il dimensionamento dell’estrattore va scelto con cura. Spesso conviene comprare un estrattore un pochino sovradimensionato che uno già al limite per il nostro ambiente.

Le motivazioni sono almeno due: è sempre meglio estrarre più aria che meno; nel caso in cui vogliate in un secondo momento aumentare le dimensioni del vostro sistema di coltivazione indoor avrete già un componente correttamente dimensionato senza il bisogno doverlo ricomprare. In commercio poi ne esistono di modelli dotati di potenziometro in modo da poterli regolare in base alle vostre esigenze.

Filtraggio: Sempre in relazione all’estrazione dell’aria, in caso di necessità, potete considerare l’installazione anche di un filtro carbone attivo. Se le vostre coltivazioni emettono odori particolari e non volete che si sentano, l’installazione di un filtro ai carboni attivi abbatte in maniera drastica gli odori dell’aria aspirata all’interno del vostro ambiente di coltivazione indoor.

Fate però attenzione: l’installazione di un filtro riduce la portata dell’aria dell’estrattore, occorrerà fare ancora più attenzione nella scelta del suo dimensionamento. Quando il kit di illuminazione è acceso, sviluppa così tanto calore da far scendere il livello di umidità sotto la soglia minima per la salute della maggior parte delle coltivazioni. Occorre quindi posizionare un igrometro nella zona più vicina alle coltivazione e controllarne i valori.

Umidità: Se durante il periodo di luce la percentuale di umidità nell’aria scende sotto al 60% occorre prendere un provvedimento. Un rimedio a costo 0 (ma anche dall’efficacia tutta da verificare) è di posare dei recipienti pieni di acqua che, con la temperatura piuttosto alta, tendono ad evaporare e quindi ad aumentare l’umidità. Questo però è un sistema poco efficace. La situazione cambia se si decide di investire in un umidificatore ad ultrasuoni. Ce ne sono diversi modelli in commercio. Anche in questo caso, così come per tutto il resto, occorre scegliere un modello correttamente dimensionato al vostro sistema di coltivazione indoor. Anche’esso può essere programmato o essere collegato a delle centraline che lo alimentano non appena l’umidità scende sotto il valore impostato.

CO2: Come anticipato inizialmente, anche l’anidride carbonica incide in maniera significativa. Questo elemento è uno dei componenti che rendono possibile il processo della fotosintesi clorofilliana. L’assorbimento del carbonio presente nel co2 innesca insieme agli altri nutrimenti il ciclo per la produzione di nuova materia organica. Disponendo sempre della quantità corretta di anidride carbonica la resa sarà massima con una fase di crescita e di fioritura esplosiva.

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